Cancro al seno e alimentazione: i rischi di una dieta malsana per la salute delle donne

Se una buona alimentazione fa molto bene, una cattiva alimentazione può fare moltissimo male. Questo,
almeno, è ciò che si può stabilire analizzando enormi quantità di dati riferiti alla salute di intere popolazioni.
Uno studio a firma di Inmaculada Aguilera-Buenosvinos e al. che sarà pubblicato su Elsevier nel maggio
2023 ha fatto ricorso all’immensa banca dati di un vasto studio di coorte, il progetto Seguimiento
dell’Università della Navarra. Scopo di questa analisi stabilire, grazie a un’osservazione statisticamente
significativa, il nesso tra abitudini alimentari e l’insorgenza di una malattia quale il cancro al seno.
10 mila e 930 le donne di mezza età senza diagnosi di cancro al seno che hanno fatto parte di questo
campione, arricchito da una sequela di dati che in media raggiunge i 12,1 anni per ciascuna donna.
Lo studio ha incrociato i consumi alimentari di ciascuna donna (dieta a basso o alto contenuto di grassi,
dieta più o meno aderente a modelli salutari come quello della Dieta Mediterranea) e l’insorgenza, o meno, di una diagnosi di carcinoma mammario, il cancro al seno.
Di queste 10 mila e 930 donne, 150 hanno sviluppato un cancro al seno. I dati non sono bastati a chiarire
una connessione tra abitudini alimentari e insorgenza di tumore, se non in un caso: nelle donne dopo l’età
della menopausa, infatti, la possibilità del carcinoma mammario era più elevata per chi aveva una dieta di
scarsa qualità e soprattutto con pochi grassi, specialmente i grassi monoinsaturi, i famosi “grassi buoni”.
Ulteriori studi capaci di valorizzare una grande mole di dati potranno aumentare il grado di precisione e di chiarezza.
«Dal punto di vista della salute pubblica – scrivono gli autori – le raccomandazioni dietetiche dovrebbero
concentrarsi non solo sulla quantità di macronutrienti ma anche sulla qualità delle fonti alimentari per
raggiungere al meglio un equilibrio macronutrizionale».

Redazione