La Dieta Mediterranea aiuta a prevenire il Morbo d’Alzheimer

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità il Morbo di Alzheimer colpisce oggi circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati. È la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. Si stima che nel 2050 saranno 106,8 milioni le persone nel mondo affette da questa patologia, con una conseguente maggiore incidenza sulla spesa pubblica sanitaria degli stati.Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha aumentato notevolmente gli sforzi nello studio di questa malattia per individuarne la natura e le cause, al fine di definire i fattori di rischio che guardano alla definizione di programmi di prevenzione adeguati.

Tra i fattori che aumentano notevolmente l’incidenza del Morbo di Alzheimer vi sono il fumo, il diabete, modificazioni genetiche, e la depressione. Rappresentano invece fattori che ne riducono sensibilmente il rischio l’esercizio cognitivo e l’attività fisica.

Importante è la definizione del ruolo che assume l’alimentazione. I fattori nutrizionali sono oggetto di particolare attenzione da parte della comunità scientifica, impegnata nell’individuare stili di vita virtuosi atti a prevenire l’insorgenza di questa patologia.

L’assunzione di acidi grassi saturi, calorie in eccesso ed abuso di alcool rappresentano elementi che aumentano il rischio, mentre sostanze antiossidanti, vitamine e polifenoli, sembrano incidere in una riduzione del rischio di sviluppare il Morbo di Alzheimer poiché la loro attività biologica si espleta nell’attenuazione di quei meccanismi che ne favoriscono l’insorgenza.

Il Beta-carotene, la Vitamina E, il Selenio, Vitamina B6, B12 e Acido Folico e Vitamina D, alcuni metalli (rame, ferro, zinco), acidi grassi monoinsaturi e poliinsaturi (Omega-3), rappresentano elementi che stimolano l’attività cognitiva e riducono i processi infiammatori, controllando la risposta immunitaria.

Studi epidemiologici ci suggeriscono quindi che una dieta strutturata con assunzione di verdura fresca, cereali, legumi e la frutta (fresca e secca), insieme al pesce,  quantità moderata di alcool (vino rosso), ai quali si aggiungono il tè verde ed il caffè, il tutto associato ad una basso consumo di carne e zucchero raffinato, costituisce un regime alimentare ideale che può abbassare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, con un impatto positivo nel miglioramento delle attività cognitive.

Mettendo a confronto i vari stili di vita ed i vari regimi alimentari del mondo si scopre che la Dieta Mediterranea (insieme alla Dieta Giapponese, molto simile a quella Mediterranea nella composizione alimentare), è quello che più si avvicina al modello indicato nella composizione alimentare (a cui si associano l’esercizio fisico, convivialità), pertanto, secondo quanto riportato da diversi studi scientifici, possiamo affermare che essa rappresenta un modello alimentare e nutrizionale ideale nella diminuzione del rischio di sviluppare il Morbo d’Alzheimer, riducendone la mortalità per chi ne è affetto.